Londra: in un noto mega store di lusso, Giovanna si aggira tra i vari reparti aperti che straripano di eccentricità e sfarzo, e pensa che lei non indosserebbe uno di quei capi neanche se glielo regalassero!
Sta cercando il posto dove Simona, la sua amica, lavora come responsabile ormai da anni; è la prima volta che la va a trovare e realizza di essere molto emozionata.
Se solo riuscisse a ricordare il nome dello stilista che deve cercare… finalmente vede scritto con caratteri neri tempestati dagli immancabili Swarovski, che sembra siano la caratteristica di quel quinto piano, un nome familiare, le sinapsi si ricongiungono: è il nome dello stilista per cui lavora Simona! Guarda attraverso le pareti a vetri e la vede: è seduta sul pavimento, con le gambe incrociate e gli occhi chiusi, di fronte a lei una cliente vestita in abiti orientali, nella sua stessa posizione, farfuglia parole.
Dopo qualche minuto, Simona e la cliente si alzano, si avviano verso la cassa; la signora paga e si salutano affettuosamente nei pressi dell’uscita.
Simona ha già visto la sua amica e le va incontro, sorridente, a braccia aperte.
Giovanna scoppia a ridere:
– Ma che stavi facendo?-
– Lascia perdere andiamo a fare un aperitivo all’ultimo piano, per oggi ho finito di lavorare in questo manicomio!-
– Però mi devi dire cosa facevi lì seduta a terra… –
– Mi sono dovuta sedere insieme alla cliente perché ad un certo punto lei ha iniziato a sentire della negatività nell’aria e doveva scaricarla a terra insieme a me. Quando hanno troppi soldi non hanno più cose normali a cui pensare, capisci?… e quindi trascendono-
Giovanna la guarda scioccata e sottolinea:
– Comunque non sembrava così ricca…-
Simona ridendo e con voce caricata le fa:
– No, infatti… in fondo è solo la principessa di non ricordo quale paese arabo, e oggi ha speso solo 250.000 sterline con una “strisciata” …di solito spende molto di più….-
– 250.000 sterline? Ma come ha pagato?-
– In barili di petrolio!- le dice ridendo- … ma non hai visto? Ha un portafoglio con dentro almeno 20 carte di credito e non ho mai capito quale criterio utilizzi per selezionare la prescelta-
Giovanna ancora un po’ confusa replica:
– E’ proprio vero che esiste una realtà parallela! E pensare che la settimana scorso ho ricevuto un bonus per il budget raggiunto e ho chiamato il mio consulente come se avessi vinto la lotteria!-
– E cosa ci hai fatto? –
Giovanna le sorride:
– Lo dici come se li avessi messi in una slot machine!!!-
– No, non dico questo, ma io ho un po’ paura ad investire e quello che guadagno, oltre a spenderlo in scarpe e vestiti, lo lascio sul conto…anche se quello che ho accumulato mi sembra valga sempre meno..credo che tra 10 anni con l’inflazione avrò perso chissà quanti soldi. Credi che stia perdendo delle opportunità?-
– Ti sei risposta da sola! Investire comporta certamente un rischio che però è gestibile e relativo, mentre la perdita che avrai nel lasciare i soldi sul conto è una certezza: l’avrai!-
– Perché dici che il rischio è relativo?-
– Io non sono un consulente finanziario, ma una cosa l’ho capita ed è che rischio e rendimento sono due facce della stessa medaglia e quindi la scelta degli strumenti da utilizzare è fondamentale. Un maggiore potenziale rendimento dovrebbe compensare il rischio, si chiama appunto “premio al rischio”. Ma a tutto questo va aggiunto un terzo elemento: il tempo–
– E cioé?-
– Quello che può essere rischioso da qui ad un anno potrebbe non esserlo più tra due anni, o addirittura diventare estremamente redditizio tra 5/6 anni…-
– Questo più o meno lo avevo capito, ma nella pratica come si traduce?-
– Lo traduci facendo una pianificazione. Lasci la liquidità per le spese quotidiane, sottoscrivi delle polizze per la copertura dei rischi, quali morte, salute, vecchiaia, pianifichi un piano di risparmio mensile e degli obiettivi per il patrimonio che già hai. In sintesi investire vuol dire alzare lo sguardo e andare oltre l’oggi–
– Ma quali strumenti finanziari utilizzate di solito?-
– Dipende dalla finalità, comunque la maggior parte del risparmio è investito in fondi comuni di investimento –
– E il tuo consulente in base a cosa li sceglie? Immagino i rendimenti passati…: se un fondo ha reso il 18% in un anno e l’altro il 14%, ovviamente sceglierà quello che ha reso il 18% perché è migliore…-
– Non è detto; potrebbe essere migliore quello che ha reso di meno… –
– Ma che sei matta? Ha reso di meno ed è migliore?-
– Per capire qual è il migliore devi confrontare quanto hanno rischiato per ottenere quel risultato. Magari quello che ha reso poco di più si è preso il doppio del rischio dell’altro e quindi gli è andata semplicemente bene e questo potrebbe non accadere sempre nel futuro.-
– E come faccio a sapere quanto è bravo in proporzione a quanto rischia?-
– C’è un indice con cui si può misurare questa qualità ed è l’indice di Sharpe–
– Vedo che ti sei fatta una cultura, ti iscriveranno all’albo dei consulenti ad honorem… –
– Macché! Io delego completamente al mio consulente ma, nonostante questo, lui mi dice sempre che la condivisione della pianificazione e dell’obiettivo da raggiungere passa anche attraverso la consapevolezza di quello che accetto di fare, e quindi dopo anni qualcosa mi è toccato capire, volente o nolente-
– Ok vorrà dire che comprerò qualche paio di scarpe in meno e inizierò a pianificare pure io…
-Spero sia una battuta…- le dice Giovanna tra il divertito e il preoccupato
– No! Se ti fai un giro nei reparti e guardi i prezzi delle scarpe capisci che le cifre che spendo in scarpe e vestiti alla fine dell’anno potrei tranquillamente investirle… –
– Allora facciamo che le scarpe la prossima volta le vieni a comprare con me…-
E con un sorriso portano in alto i loro bicchieri

