FERRARI ELETTRICA O DOPPIETTA?

Marta, Sandro e Marco passeggiano per il centro della città quando in lontananza sentono il rombo inconfondibile di una Porsche, che fa, letteralmente, girare le loro teste.

Il guascone Marco, con una vera e propria passione per le auto sportive, simula un inchino e declama:

– Sua Maestà, la Porsche 911! E’ veramente bella e violenta nella sua ignoranza. Un po’ come quelle donne volgari con cui magari non usciresti mai, ma che …-

– Basta così Marco!-

lo interrompe Marta che lo conosce bene e sa che può andare ben oltre…

– E poi avete stancato con questa associazione “donne e motori” ! Siamo nel 2020 e ancora continua il binomio!-

Sandro, il più dimesso tra i tre, interviene timidamente :

– Se è per questo Il mio carrozziere ha ancora un calendario con… –

– Ti prego Sandro non mettertici pure tu… –

lo blocca Marta innervosita.

Ma lui insiste, sorridendo:

– Guarda che se il carrozziere non ha almeno uno di quei calendari non gli danno l’autorizzazione per aprire…-

e scoppia a ridere

– E piantatela! Parliamo di cose serie: che ne pensate delle auto elettriche?-

– Quali auto elettriche?- risponde rapido Marco – L’auto elettrica non è un’auto: è un frigorifero con il volante, che ti porta a spasso, una specie di macchinina delle giostre di quelle che vanno con il gettone-

– Sei sempre il solito esagerato! Persino la Porsche ha fatto la sua auto elettrica!-

esclama Marta

– Se è per questo esiste anche un prototipo di Ferrari- interviene Sandro, che di auto è il più esperto.

Marco si piega in due e simulando un dolore atroce dice:

– E’ la fine. Se anche La Ferrari elimina la poesia del rombo vuol dire che abbiamo toccato il fondo!-

– Ma quale poesia! Ma tu sai cosa comporta quel rombo in termini di inquinamento sonoro e ambientale? E poi, mi vuoi dire che chi compra una Ferrari è interessato alle caratteristiche del motore? Lo sai che Eric Clapton, pur non avendo la patente, le collezionava in giardino per pura estetica e passione?-

interviene Marta

– E da quando Eric Clapton è rappresentativo di un modello di comportamento? Stai parlando di un soggetto che di abitudini bizzarre ne aveva parecchie e forse questa era tra le più normali. Resta invece una certezza: dietro un motore di un auto a combustione interna ci sono studi di ingegneria e di specializzazione, con una cura maniacale nei dettagli finalizzati ad aumentare la prestazione del suo motore-

replica Marco

– Appunto… e quanti di quelli che comprano una Porsche necessitano di quelle prestazioni? Tutte queste caratteristiche eccellenti restano, per quasi tutti i possessori, inesplorate o comunque non capite. Gli intenditori che le apprezzano e se le godono sono veramente pochi… La maggior parte considera quel genere di macchina solo uno status symbol, focalizzandosi sull’involucro e sulla scelta del colore-

-Comunque, ritornando alla Ferrari – continua Sandro – ho letto che ci sono disegni preliminari di una due posti altamente potente grazie ai 4 motori elettrici, uno per ogni ruota. Anteriormente vengono posizionati al centro della vettura mentre posteriormente sono ai lati-

Fa una pausa immaginando la mitica Rossa con delle mega batterie e continua:

– Ma vi rendete conto come i cambiamenti possono essere dirompenti anche in un marchio come quello del Cavallino Rampante? Quanto una tecnologia può essere disruption?- Un attimo di silenzio e poi una risata fragorosa si leva all’unisono da Marco e Marta che aggiunge: – Come sei passato dal calendario del carrozziere alla tecnologia disruption?-

Sandro ha avuto l’assist per il suo monologo:

– Allora, considerate che per oltre 100 anni l’automobile si è evoluta sempre sul presupposto di: un motore a combustione interna, un sistema di trazione a 4 ruote e una persona alla guida. Poi ci sono stati miglioramenti nella tecnologia e una serie di vere e proprie innovazioni legate alla sicurezza: airbag, sistemi per evitare collisioni, chiamate in caso di emergenza, cambio automatico, navigatore gps, assistenza per il parcheggio, pagamento dei pedaggi-

-Ascolta però così facciamo mattina …dove vuoi arrivare?-

lo incalza Marta, da sempre la più impaziente

– Voglio dire che l’IA (intelligenza artificiale) ha permesso l’installazione di sensori nell’autovettura che consentono di supportarne la guida e la supervisione dei suoi organi, facendola diventare sempre più intelligente, trasformandola in una piccola casa, un piccolo ufficio con una priorità: renderlo un posto sempre più sicuro. Ma non solo: la Tesla, leader tra i veicoli elettrici, viene aggiornata come uno smartphone ed è sufficiente una comunicazione di dati per migliorare il sistema di assistenza alla guida, o implementare il sistema di intrattenimento per guardare film-

– Quindi la disruption nelle auto è l’introduzione del motore elettrico, dei sistemi di guida autonoma e connessione per le comunicazioni?-

– Sì, la Tecnologia Disruptive è quella tecnologia che irrompe in un mercato spazzando via le tecnologie preesistenti e i player affermati. Il termine è onomatopeico, richiama proprio una catastrofe in atto. E’ accaduto in passato con l’avvento della fotografia digitale, che ha spazzato via Kodak e le pellicole, con gli smartphone che hanno annullato il marchio di telefonia Nokia…-

Marta annuisce e conclude:

– Questo significa che i manager devono avere la capacità di adeguarsi alle necessità, plasmarsi alle esigenze e, con flessibilità, essere pronti a mettere sempre tutto in discussione, anche l’inimmaginabile, come il potente motore a benzina di una Ferrari.-

– E quindi concordate con me che un motore elettrico montato su una Ferrari è quanto di più disruptive ci possa essere…-

ribatte Marco che subito dopo urla a mo’ di slogan:

– “ Signore e signori ecco a voi la Ferrari silenziosa e che non inquina!” –

Poi chiude gli occhi, si porta, afflitto, una mano sul viso e sconsolato bofonchia:

– …non si può sentire…-

-Il segreto di ogni azienda è cavalcare la disruption senza combatterla, magari creando un’unità organizzata autonoma, focalizzata esclusivamente sulla nuova tecnologia-

conclude Sandro.

Ad un certo punto Marta esclama:

– Guardate che bella, sta arrivando una vecchia 500 rossa! Adesso vediamo se il guidatore la merita…-

Neanche finisce di pronunciare le parole che un rumore di sfregamento di ferri risuona nell’aria, la marcia non entra, il motore sale di giri e uno sguardo di disprezzo da parte di Marta si posa sul povero guidatore.

Marta osserva la valigia di cuoio posta sul retro della cinquecento allontanarsi lungo la strada e commenta:

-Alla faccia della disruption!-

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