COME IL DEPOSITO DI ZIO PAPERONE

E’ il secondo pomeriggio che Lino e Gemma dedicano alla ricerca del regalo per Susanna. 

Sembra facile, ma la loro amica è una ragazza molto stravagante, le sue passioni sfioriscono dalla sera alla mattina e così la scelta di un dono adatto a lei si trasforma sempre in un’ impresa.

Passando davanti ad un’edicola,  notano entrambi una bambina davanti alle riviste dedicate ai più piccoli:  la bimba ne prende una in mano, la sfoglia, poi ne afferra un’altra, guarda la copertina, si volta verso il papà in cerca di aiuto…è chiaramente in crisi decisionale! 

Gemma la guarda con affetto: immagini nitide di tempi passati scorrono davanti ai suoi occhi e si rivolge a Lino:

– Te lo ricordi Geppo?-

– Chi?-

– Geppo, il giornaletto di quando eravamo piccoli-

– Mai visto, ne’ sentito!-

– Ma dai! Non te lo ricordi? Era a fumetti: Geppo era un diavoletto buono, che viveva nell’inferno e che provava ad essere cattivo senza successo. Da bambina, il Sabato mattina, andavo in edicola con mio padre,  potevo scegliere un giornaletto ed ero sempre indecisa tra Geppo, Braccio di Ferro e Topolino-

– E alla fine cosa compravi?-

– Il più delle volte Braccio di Ferro: era rassicurante… finiva sempre nello stesso modo, dovevi solo avere la pazienza di voltare qualche pagina…-

– Io invece ho sempre comprato soltanto Topolino. E sai perché? Perché adoravo Paperon de’ Paperoni e in particolar modo il suo deposito di monete d’oro…quanto mi piaceva quel trampolino!-

Sospira al ricordo di quei fumetti pieni di colore e di quel deposito sulla collina con dentro la piscina piena di monete…

– Dovresti conoscere qualcuno che ti possa invitare  ad una visita guidata a Palazzo Koch, nella Banca d’Italia –

– E pensi che troverei tutto quell’oro?-

– Certo! Tutte le Banche Centrali hanno riserve auree e l’Italia con  le sue 2452 tonnellate*, è la quarta al mondo dopo gli Usa, la Germania ed il Fondo Monetario Internazionale

– Dici veramente? Ed io che credevo fosse una specie di leggenda…ma che ci dobbiamo fare con tutte queste monete d’oro? Una guerra?-

Le dice ridendo

– Tu scherzi, ma in effetti in passato lo scopo era proprio quello! Comunque il tuffo lo eviterei perché le monete sono solo 4 tonnellate e il resto è costituito da lingotti d’oro al 99%, chiamate verghe. Gli Stati hanno le loro riserve di oro perché rappresentano una garanzia per un eventuale rimborso ai depositanti o operatori commerciali, oltre ovviamente a supportare il valore della moneta nazionale-

– Ma il valore dell’oro non è sempre lo stesso…-

– Infatti le riserve auree vengono valutate al prezzo di mercato di fine esercizio-

– Scusami, ma con tutto il debito che abbiamo non ce lo possiamo vendere?-

– Se lo vendessimo tutto risolveremmo a mala pena il 4% parte del problema… e poi ti immagini che sfiducia potrebbe crearsi nel Paese? E’ come se ti vendessi i gioielli di famiglia! Gli Stati tendono ad aumentare riserve non a diminuirle-

Lino ha scoperto un mondo che lo affascina e le chiede:

– E da quando abbiamo tutto quest’oro?-

– La Banca d’Italia è stata creata nel 1893 con circa 78 tonnellate e questa quantità è raddoppiata con l’apporto del 1926 da parte del regno di Napoli (quasi totalmente) e di Sicilia. Diciamo poi che la gran parte è stata accumulata tra la fine degli anni ’50 e ’60 sotto il sistema di Bretton Woods

Lino ride e le dice:

– Bretton Woods!… mi ha raccontato Susanna  di quello che pensava fosse… sono morto dalle risate!.. (https://katiamolinari.it/cos-e-bretton-woods/)

– Non mi ci far pensare… lo aveva confuso con Woodstook… Ad ogni modo a Bretton Woods si stabilì che il dollaro sarebbe stata l’unica moneta convertibile in oro ad un valore fisso. L’aumento della produttività e degli scambi internazionali, l’inflazione della moneta statunitense e la sua facile convertibilità in oro in tutto il mondo hanno reso più facile l’accumulo, al punto che nel ’71 Nixon decretò la fine del patto di Bretton Woods: il biglietto verde non era più convertibile con l’oro e siccome la Lira ed altre monete europee erano legate al dollaro iniziò il corso legale anche per loro-

– Che vuol dire corso legale?-

– Vuol dire che il valore della moneta in circolazione , oltre  a non avere un valore intrinseco perché appunto non è in oro o metallo prezioso, non corrisponde più neanche all’ ammontare delle riserve auree come invece avveniva nel Gold Standard, cioè il sistema in cui la moneta emessa era garantita da un identico valore in oro nelle riserve-

– Fammi capire: la quantità di oro che abbiamo è sempre rimasto uguale? Non è stata mai utilizzata?-

– L’ultima volta che c’è stato un prelievo è stato nel 1999 per l’avvio dell’Unione Economica e Monetaria Europea (UEM), quando  Banca d’Italia conferì alla BCE 141 tonnellate di metallo-

– Mi piace l’idea che ognuno ha messo sul piatto la propria quota  prima di iniziare a giocare… –

Gemma lo guarda perplessa:

– …chiamalo gioco! Comunque lo sai che solo il 48% del nostro oro si trova nella Sagrestia Oro di Palazzo Koch e il resto è all’estero?-

– Ma che dici… E dove si trova? Ma soprattutto perché non è in Italia?-

– Si suppone che sia quasi tutto in America e percentuali irrisorie in Inghilterra e Svizzera. Sul perché di questa diversificazione direi che uno dei primi motivi è semplicemente il fatto che l’oro è stato lasciato lì dove era stato acquistato e poi sicuramente per ridurre il rischio di gestione-

– Comunque che stia in Italia o all’estero, con tutto questo oro cosa ci si può fare? E’ nostro, giusto? Quando potremo usarlo?-

Gemma scoppia a ridere

– In verità la questione è molto controversa e non è di facile intuizione, non si sa se e chi, eventualmente, potrebbe disporne. In sintesi: è intoccabile e inutilizzabile-

– Bene! E allora sai che ti dico? Facevo bene io a credere che fosse una leggenda, così avrei continuato a sognare il deposito di Paperon de’ Paperoni-

*Fonte: Banca d’ Italia

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