Simone e Franco sono compagni d’ università, non sanno molto dei loro passati e, a dire il vero, non sembrano neanche esserne troppo interessati.
Condividono ore di lezioni, pomeriggi di studio, qualche birra e tanti scontri su rigori regalati e falli inesistenti… insomma un’amicizia nata spontanea, che cresce giorno dopo giorno.
Raramente escono di pomeriggio, ma oggi, dopo qualche ora di studio, Simone ha convinto Franco ad andare a cercare un paio di scarpe, un’edizione limitata introvabile.
– Simone, tu hai una vera malattia per queste scarpe!-
– Sempre avuta! Da piccolo volevo diventare un commerciante di scarpe. Sognavo un grande negozio di scarpe con dentro ogni genere di calzature, così io avrei potuto provarle tutte!-
Si fermano nel frattempo ad un distributore di benzina, il benzinaio li guarda, vede Franco armeggiare con il cellulare, capisce che farà tutto da solo e si risiede sulla sedia.
Franco infatti apre l’applicazione sul cellulare, seleziona la pompa, fa benzina e riparte.
– E tu invece cosa sognavi di fare da grande?- gli domanda Simone appena rientra in macchina
– Quello che sognavano quasi tutti i bambini, quando io ero piccolo: il benzinaio!-
– Hai detto bene: sognavano! Immagino che il motivo fosse quel portafoglio di cuoio di solito liso, talmente gonfio di banconote da non chiudersi-
– Esattamente. Lo apriva e si parava davanti un ventaglio multicolore, nel quale lui sistemava con precisione i soldi che riceveva. Poi riponeva il malloppo nell’ampia tasca della sua tuta rossa ed io restavo lì, incantato, a sognare quanti giocattoli avrei potuto comprare con quel denaro. Il benzinaio, per me, era il più ricco di tutti!-
– Se oggi lo dici ad un bambino, ti prende per matto! Chi avrebbe mai immaginato che il benzinaio, 20 anni dopo, tra bancomat, carte di credito e app, a malapena avrebbe toccato il denaro?-
– Ormai è una tendenza consolidata: il processo di digitalizzazione dei pagamenti è in atto da anni: nel 2019, negli Stati Uniti, i pagamenti in contanti sono stati il 23% del totale delle transazioni effettuate. Si paga sempre più spesso con una carta di pagamento o con uno smartphone o persino lo smartwatch–
– Beh in Italia non è proprio così…leggevo che resta uno degli ultimi Paesi come utilizzo dei pagamenti elettronici… forse anche a causa delle commissioni interbancarie che gli esercenti devono pagare e che incidono sulle piccole cifre, mentre il contante non ha costi-
– Anche il denaro cash ha un costo: di fabbricazione, di trasporto, di gestione. A volte è addirittura più alto del suo valore, come per esempio per le monete da 1 e 2 centesimi i cui costi di produzione erano rispettivamente 4,5 e 5,2 centesimi, e che dal 2018 infatti non vengono più prodotte-
– Diciamo che il pagamento contactless ha sicuramente accelerato il processo di digitalizzazione dei pagamenti per le piccole spese quotidiane. Tutto grazie all’ adozione della tecnologia NFC–
– Cosa vuol dire NFC?-
– NFC: Near field communication. Vuol dire “comunicazione in prossimità”, che consente a due device, ad esempio due smartphone o due tablet, di connettersi tra loro attraverso un sistema wireless (connessione senza fili). In questo modo i due device possono scambiarsi tra loro file semplicemente toccandosi, o quantomeno trovandosi ad una distanza molto ridotta l’uno dall’altro.-
– … comunque esisteva già il bluetooth… –
– Sì, ma è diverso, perché con il bluetooth i due dispositivi devono essere preventivamente “accoppiati” mentre con la tecnologia NFC basta avvicinare due dispositivi rendendo tutto più facile e veloce. Inoltre, per consentire un pagamento, la distanza deve essere di meno di 4 centimetri e questo rispetto al bluetooth dà una maggiore sicurezza. Infine il bluetooth trasmette i dati su una banda che è ormai affollatissima mentre la tecnologia NFC ne utilizza un’altra meno affollata e con accorgimenti tecnici fa in modo di evitare le conseguenze negative di eventuali interferenze.-
– Credo che la digitalizzazione dei pagamenti sia diventato un megatrend in cui l’Italia spero si allinei presto agli altri Paesi europei-
– Il governo per disincentivare l’uso del cotante sta per introdurre il “cashback”: una sorta di bonus del 10% di quanto speso dopo aver fatto almeno 50 operazioni a semestre, per un totale minimo di 1.500 euro, con pagamenti in moneta elettronica. C’è poi il “supercashback” che premierà con 3.000 euro i primi 100 mila cittadini che effettuano il maggior numero di transizioni.-
– Pensi che il contante si estinguerà?-
– Ma no, il contante non potrà mai essere abolito, perché esiste un’economia sommersa che si basa proprio su quello, però credo che in futuro non useremo più le classiche carte bancarie di plastica perché faremo tutto con il cellulare, che diventerà una sorta di portafoglio digitale molto più sicuro da attacchi dei cyber criminali-
– E allora addio al portafoglio di pelle lisa del benzinaio e benvenuto al borsellino elettronico-
