DA BOT PEOPLE A BTP PEOPLE

Samanta ha 18 anni ed è un vulcano, energia allo stato puro: impossibile ignorarne la presenza in casa! Erutta curiosità su qualsiasi argomento, ma dopo poco, incapace di concentrarsi, rivolge la sua attenzione su altro, senza riuscire mai  ad andare in profondità… forse un disturbo di attenzione, lieve, ma tale da far innervosire spesso i suoi genitori che, subissati continuamente dalle sue domande, a malapena riescono a pronunciare  le prime cinque parole di risposta che lei incalza con una nuova questione.

– Mamma, papà! Perché qui c’è scritto che gli italiani sono passati ad essere definiti da BOT-people a BTP-people?-

– Oddio, ora anche domande di finanza….-

Sussurra il padre che già sa come andrà a finire…

La mamma è invece ben disposta ed argomenta una risposta partendo da lontano:

– Samanta tu sai cosa sono i BOT?-

– Boh..no!-

– Bene, allora intanto chiariamo cosa sono e poi ti rispondo. I BOTbuoni ordinari del Tesoro, sono dei titoli di Stato Italianoobbligazioni governative; lo Stato Italiano si indebita con gli investitori che gli prestano letteralmente i loro soldi per vedersene restituiti, al momento della scadenza, un po’ di più. Sono dei titoli zero coupon, cioè non danno cedola, quindi vuol dire che vengono emessi “a sconto”, con uno scarto di emissione rispetto al valore nominale che sarà rimborsato a scadenza. Il guadagno del sottoscrittore è appunto in quello scarto-

– E quanto devono aspettare?-

– Dipende dal titolo: 3-6-9-12 mesi quasi sempre le scadenze sono queste… quindi un orizzonte temporale, così detto, di breve termine, che li fa annoverare tra gli strumenti di liquidità con più basso rischio-

– Ok adesso puoi dirmi perché eravamo definiti BOT people?-

Il padre osserva sorpreso la conversazione notando che stranamente Samanta non ha ancora cambiato argomento.

– Gli italiani hanno sempre mostrato un grande amore per i BOT per tanti motivi. Sicuramente per la sensazione di sicurezza che uno strumento del genere dava, era garantito dal proprio Paese e, come spiega un noto errore  comportamentale, l’ home bias, si è convinti di poter gestire meglio il rischio e di avere un maggiore controllo su ciò che ci è più vicino, ciò che è appunto “di casa”. La sicurezza deriva anche dal fatto che, in così poco tempo, il rischio emittente, e cioè il rischio che l’Italia potesse fallire, mettendo a rischio la restituzione del credito, era remoto, ma soprattutto perché si rientrava in possesso del denaro in pochi mesi-

– Ma perché parli al passato? Non esistono più?-

La mamma sorride:

– Certo, esistono ancora! Ma ci sono momenti storici in cui i tassi di interesse, che sono quelli che determinano poi il rendimento di un BOT, sono talmente bassi da rendere questo tipo di strumento assolutamente non conveniente, perché con i costi di negoziazione e tassazione arriva a dare un risultato negativo-

– Addirittura! E allora ci credo che siamo andati versoi BTP! Ma… con i BTP si guadagnano un sacco di soldi?-

– Sai cosa sono i BTP Samanta?-

– Ma se non conoscevo i BOT Perché dovrei sapere cosa sono i BTP? Vai, spiega!-

Il padre assiste sempre più perplesso…

– I BTP sono sempre dei titoli di Stato che nel corso della loro vita però danno delle cedole semestrali, di solito fisse o step up, cioè crescenti, e nel caso di alcune emissioni con dei premi fedeltà per chi li tiene fino alla scadenza. Ecco, gli Italiani, visti i rendimenti nulli dei BOT, si sono dirottati sui BTP

– E perché i BTP rendono più dei BOT?-

– Giusto ! Vedo che sei stranamente attenta oggi. Il motivo principale è che la loro durata è pluriennale e quindi, a causa di questo, il rischio aumenta, perché aumenta l’incertezza di quello che può avvenire in quel lasso di tempo, sia a livello di stabilità politica, sia di eventuali aumenti di tassi che potrebbero rendere il BTP emesso in precedenza meno remunerativo di quello disponibile in quel momento sul mercato come nuova emissione. E ovviamente, come sempre accade in finanza, a fronte di un aumento del rischio c’è un aumento del potenziale guadagno-

– Quindi i BTP non sono a rischio zero…-

– Il rischio zero non esiste in finanza, come nella vita del resto. E quindi anche la sottoscrizione di un BTP esige un’analisi accurata di eventuali rischi ad esso connesso
RISCHIO EMITTENTE: possibile fallimento, dello stato che lo ha emesso. Un suo aumento diminuisce la quotazione del BTP.
RISCHIO TASSO: un suo aumento nel tempo diminuisce la quotazione del BTP.
RISCHIO DURATA: maggiore è la durata del BTP più ampie saranno le oscillazioni-
RISCHIO INFLAZIONE (per quelli le cui cedole non sono legate all’inflazione): essendo una cedola fissa predeterminata, l’inflazione tenderà a diminuirne il valore reale.
Insomma vanno inseriti con consapevolezza all’interno di una pianificazione-

Samanta sta esaurendo la sua concentrazione e incalza con le conclusioni:

– Vabbè io non capisco niente di queste cose, ma adesso forse so che gli italiani hanno sempre trovato nel BOT la strada più semplice per impiegare il loro denaro, senza farsi troppe domande. E una volta che questo ha mostrato la sua poca convenienza, hanno dirottato le loro scelte su strumenti con una più lunga durata, il che è già un passo avanti, non credi?-

– Non saprei… perché spesso i BTP vengono acquistati un po’ come le mele in offerta al mercato, non sono inseriti in una vera e propria pianificazione finanziaria, dove consapevolmente si decide di utilizzarli come strumento in una certa % del patrimonio, analizzandone pro e contro. Perché se un individuo può veramente aspettare 8-10 anni per rientrare in possesso dell’investimento allora ci sono tanti altri strumenti che possono essere presi in considerazione, con le giuste proporzioni ovviamente-

– Ok, ho capito-
volge lo sguardo verso la tv e continua:

– Ma perché negli USA impiegano sempre tanto tempo per eleggere il Presidente?-

– Samanta, aspetta un attimo, volevo prima concludere dicendoti che negli ultimi anni il numero di investitori che acquista direttamente ed individualmente BTP va riducendosi, e che, sempre più spesso, vengono acquistati indirettamente attraverso fondi o sicav che, diversificando con altre obbligazioni, creano la base per un minor rischio ed un maggior rendimento-

 – A posto, ho capito. Che c’è per cena stasera? –

La mamma scuote la testa rassegnata, il papà guarda sua figlia,  scoppia a ridere e le fa:

– Adesso ti riconosco! Mi stavo preoccupando…-

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