TFR IN AZIENDA O NEL FONDO PENSIONE?

Gianni si è svegliato presto questa mattina, è eccitato, sono i primi giorni di lavoro e non può fare a meno di essere entusiasta; un lavoro cercato da tempo, dopo anni di intenso studio e sacrifici.

Non ha rinunciato a molto nella sua giovane vita, ma sicuramente la ricerca di un lavoro dopo il conseguimento della laurea lo ha provato e adesso sente un senso di leggerezza a cui stenta ad abituarsi.

Si aggira per casa in cerca delle ultime cose da prendere: gli occhiali, le cuffiette e quelle chiavi che sembrano vivere da sempre di una vita propria all’interno della casa.

La mamma lo segue con la coda dell’occhio: è la stessa scena di quando andava a scuola, lo guarda avviarsi verso l’ascensore, sulle spalle non ha più lo zaino che aveva da bambino, ma qualcosa di invisibile ben più pesante: la responsabilità di iniziare a “camminare da solo” nella vita.

Gianni per fortuna è ignaro di questi pensieri smielati della madre; è felice per questa nuova fase della sua vita e per un futuro che è pronto ad affrontare con il solito entusiasmo.

Arriva nel suo nuovo ufficio e iniziano i primi approcci confidenziali con i colleghi conosciuti da poco, si parla della serata precedente, della riunione che inizia di lì a poco e timidamente inizia a fare alcune domande sul modello TFR2 consegnatogli dal datore di lavoro e che dovrà entro sei mesi restituire compilato, specificando se vuole lasciare il TFR in azienda o versarlo in un fondo pensione.

-Scusate, mi date un parere sulla scelta da fare in merito al modello TFR2?-

Marco è il “sapientino” del piano, gode nel dare sfoggio delle sue conoscenze e la domanda lo invita allo sciorinamento di tutto il suo sapere in materia:

-Innanzitutto ti consiglio di aprire un fondo pensione

-Io ho già un fondo pensione-

risponde Gianni

– me lo hanno aperto i miei genitori quando ero adolescente, finora hanno versato loro, ma adesso inizierò ad alimentarlo io-

La risposta di Gianni lo ha spiazzato perché era pronto a consigliargliene la sottoscrizione, ad ogni modo continua:

-Allora direi che appartieni alla schiera dei fortunati perché puoi godere di un bel gruzzolo già accumulato e di un’anzianità di permanenza nel fondo che ti darà la possibilità di poter godere di alcuni benefici-

-Ok ma io non so cosa fare con il TFR…-

-ll TFR? Io non ci penserei neanche un minuto! Nel fondo pensione tutta la vita!-

-Perché sostieni questo con tanta sicurezza?-

– Perché io vedo solo vantaggi. A partire da quello fiscale: se lasci il TFR in azienda, quando lo riceverai sarà soggetto a tassazione separata pertanto si terrà conto dell’aliquota media degli ultimi 5 anni di lavoro e quindi sarà tra il 23% e il 43%…nel fondo pensione invece si dice che il TFR “cambia pelle” e sottostà alle regole di tassazione del fondo pensione-

-E cioè?-

Gianni gli ha dato l’assist e Marco sale in cattedra:

-Hai detto che hai il fondo pensione e non sai come è regolamentato?-

-Non lo so, lo hanno fatto i miei genitori, inizio ora ad occuparmi di queste cose-

Marco si sta godendo i suoi 5 minuti di gloria e continua didattico:

-Il TFR nel fondo pensione si cumula con tutti i versamenti fatti e, a scadenza, quando percepirai la rendita vitalizia, la tassazione sarà compresa tra il 15% e il 9% in base agli anni di permanenza nel fondo pensione. Nel tuo caso, che hai iniziato così giovane, avrai il 9%-

-Mi stai dicendo 9% contro un eventuale 40% di fine carriera? Ma allora perché non lo versano tutti nel fondo pensione?-

-Infatti qui noi abbiamo quasi tutti il TFR nel fondo pensione. E considera anche che al fondo pensione puoi chiedere un’anticipazione più di una volta mentre al datore di lavoro soltanto una, puoi chiedere da subito la liquidazione di una parte per motivi di salute mentre in azienda devi aspettare 8 anni, il massimo richiedibile è il 75% e all’ azienda il 70%…- Gianni lo interrompe esausto del fiume in piena che non riesce ad arrestare:

-Ci sarà pure qualche lato negativo…-

-L’unico aspetto che potrebbe essere considerato sfavorevole, ma dipende dai punti di vista perché a parer mio è un grande vantaggio, è quello di non poter prendere alla scadenza tutto il capitale perché almeno il 50% deve essere erogato in rendita. Anche se come ti dicevo per me, considerando le difficoltà che avremo con le nostre magre pensioni, l’idea di non toccare il TFR e cumularlo per aumentare la rendita integrativa vitalizia è solo un grande vantaggio-

-Si, sono d’accordo con te su questo e poi credo che ci sia anche una convenienza in termini di rendimento ad investirlo all’interno del fondo pensione..giusto?-

-Giustissimo. Il TFR in azienda viene semplicemente rivalutato annualmente con un tasso pari all’ 1,5% + 75% del tasso di aumento dei prezzi al consumo (indice istat) mentre nel fondo pensione scegli tu, in base alla tua propensione al rischio. Tutte le indagini mostrano rendimenti decisamente superiori dei fondi pensione a discapito del TFR lasciato in azienda-

Rita, la collega priva di ansia in qualsiasi condizione lavorativa, interviene sorridendo e, compiaciuta di poter dire una parola in più, aggiunge:

-Marco hai dimenticato di dirgli che il fondo pensione non può fallire , non è cosa da poco conto…-

Per Marco è un colpo basso e approfitta per dire ad alta voce:

-Forza ragazzi, sono le 9,30: la riunione sta per iniziare! Andiamo!- Gianni più che soddisfatto delle spiegazioni ricevute sorride divertito:

-Grazie, avete dissipato i pochi dubbi che avevo. Dopo compilo il modulo così glielo consegno oggi stesso-

Rita gli si avvicina con fare complice e gli sussurra:

-Comunque se hai bisogno di qualsiasi cosa chiedimi tranquillamente, poi se ho dubbi eventualmente ti spedisco da Marco-

Sono le 9,30 e Gianni pensa che ha già imparato tantissimo: quasi tutto sul TFR nel fondo pensione, ma soprattutto le simpatiche dinamiche relazionali del suo ufficio.

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