Piera è in auto. Una lunga giornata, cominciata poco dopo l’alba e continuata con un susseguirsi di appuntamenti, mail e telefonate.
Lavoro, famiglia, incombenze varie che l’ hanno stremata, ma finalmente è sulla via del ritorno a casa, di cui già pregusta il “calore”.
Squilla il cellulare: è Sebby, il suo più caro amico, quello a cui può parlare di tutto, quello che non la giudica, quello che la supporta sempre, perché in fondo non è poi così difficile farlo: non vive con lei, non mangia con lei, non deve fare la spesa ed educare i figli con lei, basta che le faccia percepire comprensione e stima nei suoi confronti, e si verifica l’ effetto nido: le telefonate con lui diventano il luogo dove rifugiarsi, al sicuro dalle critiche e dai dubbi che la vita coniugale a volte pone.
Piera è cinica e sa che quest’empatia è possibile solo tra amici, come sa bene che le dinamiche di coppia si ripetono identiche in tutto il mondo da secoli, sebbene ognuno pensi di vivere l’unicità della sua relazione, ma tutto è inevitabilmente catalogabile in meccanismi di “funzionamento” e i terapeuti di coppia lo sanno bene. E’ poco poetico, ma quasi sempre è così.
Sebby tutto questo non lo sa, è ancora giovane, ma prima o poi lo capirà anche lui.
– Sebby, ciao! Come stai?-
– Non benissimo…-
– Sempre i soliti problemi a casa?-
– Sì, non credo potranno cambiare a breve… ma non sto più male ed è già qualcosa; il tempo deciderà per me…-
– Il tempo? Il tempo lo “fai” tu, lo gestisci tu, non puoi essere passivo nei suoi confronti…-
– Dipende… ci sono alcune situazioni in cui le verità vengono a galla con il tempo che passa…-
– Sì vabbè come gli gnocchi!-
Sebby scoppia a ridere
– Riesci sempre a strapparmi un sorriso con queste immagini illuminanti anche nelle situazioni più tragiche… – e continuando a sorridere le dice:
– Comunque una bella notizia ce l’ho: mi sono comprato la macchina nuova! Elettrica!-
– Benvenuto nel megatrend dell’elettrificazione! Bravo, hai fatto bene! Lo sai che entro il 2040 è previsto che metà delle vetture vendute al mondo saranno elettriche?-
– Beh è certamente plausibile, dato che la tecnologia si evolve e che gli obiettivi in termini di emissioni diventano sempre più rigidi. Anche il prezzo delle batterie, sempre più efficienti, secondo alcune stime dovrebbe dimezzarsi nel prossimo decennio-
– Ci sarà tutto un indotto che beneficerà di questa transizione energetica dei veicoli: per esempio il rame è una componente fondamentale per tutto l’ecosistema delle auto elettriche. Pensa che un’auto elettrica impiega una quantità di rame pari a circa quattro volte quella di un’auto a combustione interna-
– Lo so, e infatti è previsto un aumento importante della domanda di rame nei prossimi anni-
Qualche istante di silenzio e poi Piera riflette:
– Il rame… non so perché, ma questa commodity mi è sempre sembrata così “povera”…-
– Povera? E’ preziosissima! Possiede un’ alta conduttività ed una grande efficienza energetica, è molto duttile, è una materia prima che viene utilizzata in tutte le applicazioni elettriche ed elettroniche per sviluppare le infrastrutture nelle smart city: semafori intelligenti, rete 5G, generatori solari, eolici, colonnine di ricarica…-
– Ma sì… era un modo di dire! Credi che non sappia quanto il rame sia proiettato nel futuro e quanto sia apprezzato da oltre 10.000 anni? Resiste ad ogni tempesta, come la Statua della Libertà, che tiene alta la torcia dell’illuminismo!-
– Ma che c’entra ora la Statua della Liberta? E comunque, per la precisione, l’opera si chiama “La Libertà Éclairant le monde”, La Libertà illumina il mondo…-
– Quando nel 1886 i francesi, guidati dall’ideatore Bartholdi, costruirono la Statua che svetta nella baia di Manhattan, per donarla al popolo americano, dovevano pensare alla resistenza e all’ inossidabilità, ma anche alla leggerezza e alla malleabilità. A quale tipo di materiale pensi si siano rivolti per creare lo strato che la ricopre interamente? Al rame ovviamente –
Sebby è colto di sorpresa:
– Come il rame? Non so cosa pensassi prima, ma sicuramente non ho mai pensato alla copertura in rame per una statua che è in mezzo al mare…-
– Ebbene sì: struttura interna in acciaio, ideata da Gustave Eiffel, lo stesso della Torre di Parigi, e 300 fogli di rame battuti con la tecnica a sbalzo all’esterno, ovviamente poi trattati per evitare la corrosione. Non so se lo sai, ma la Statua venne costruita in Francia, smontata, stipata in centinaia di casse, trasportata dalla Francia a New York con decine di viaggi su una piccola nave e riassemblata nel luogo dove tuttora si erge maestosa –
– Incredibile… Quindi la colorazione verdognola è dovuta all’ossidazione, e in origine è stata rossa… Che potenza questo rame! E comunque ritornando ai giorni nostri, o meglio riflettendo sull’aumento della domanda futura, mi chiedo: è sostenibile come commodity? Ce n’è abbastanza sulla terra per soddisfarla? E soprattutto, che impatto avrà sull’ambiente?-
– Stai sereno Sebby, tutto sotto controllo. Non solo le riserve mondiali di rame non destano preoccupazioni imminenti, ma il rame è completamente riciclabile, senza perdere le sue proprietà fisiche, e infatti attualmente ne viene riciclato circa un terzo-
– Ecco questa una buona notizia. La sostenibilità oggi è fondamentale, deve costituire la priorità nelle nostre scelte economiche e finanziarie perché è quel ponte verso le nuove generazioni che solo noi possiamo costruire: abbiamo una grande responsabilità-
– Sebby, io sono arrivata a casa, il tema è molto bello e mi piacerebbe che ci scambiassimo le nostre idee. Magari nei prossimi giorni ci risentiamo e ne parliamo con calma… –
-Ok volentieri. Ci sentiamo presto! Ti abbraccio-
-Anche io, amico mio, buona serata-
Piera scende dall’auto e con la testa colma di mille pensieri si avvia verso casa, desiderosa solo di riposo.

