ORA E’ SERENO PERCHE’ E’ RIUSCITO A PROTEGGERE I SUOI IMMOBILI DA QUALSIASI “ATTACCO” ESTERNO.
Giulio è un ginecologo, mio cliente da anni e, come molte figure del settore medico-sanitario con cui ho il piacere di lavorare, svolge una professione frenetica, carica di responsabilità e che lo espone continuamente al rischio di essere coinvolto in procedimenti giudiziari che mettono in pericolo la sua casa e i suoi risparmi.
Durante i nostri incontri esprimeva la sua preoccupazione in merito ai rischi professionali a cui era esposto e a come aumentavano quotidianamente le pubblicità che “istigavano” ad agire per casi di malasanità.
Parlavamo spesso di questo stato d’animo, del rischio insito nell’ esercizio del suo lavoro e ha sempre avuto la consapevolezza di dover fare qualcosa, pur senza tradurre mai questi discorsi in azione, che restavano sospesi e lo lasciavano nell’inerzia.
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Lo scorso mese, all’ennesimo suo racconto di un collega coinvolto in un procedimento giudiziario, di cui gli eredi stavano ancora pagando le conseguenze, gli ho detto chiaramente che da medico sapeva meglio di me che a fronte di una potenziale patologia l’unica cosa che poteva fare per limitare o eliminare un danno, prima che fosse troppo tardi, era una PREVENZIONE PRIMARIA.
Gli ho sottolineato che la sua professione era già di per sé densa di preoccupazioni dal punto di vista etico e morale e che aveva il diritto di dormire sonni tranquilli risolvendo almeno l’ansia legata ai motivi patrimoniali. Giulio mi ha guardato negli occhi e ha finalmente convenuto che era arrivato il momento di affrontare concretamente l’ argomento.
Siamo partiti dalla situazione familiare, sposato e con due figli, ed abbiamo iniziato un accurato lavoro di analisi del suo patrimonio immobiliare e mobiliare, dei potenziali rischi in cui poteva incorrere, e solo a quel punto abbiamo valutato gli strumenti più idonei per proteggerlo: un fondo patrimoniale dove far confluire la sua prima casa e la casa in montagna, la parte più consistente del suo patrimonio.
La condizione per costituire un fondo patrimoniale è il matrimonio (o l’ unione civile) e i beni entrati nel fondo d’ora in poi costituiranno parte separata dal patrimonio dei coniugi, che non potranno più disporre dei due immobili per scopi estranei agli interessi della famiglia né i creditori potranno soddisfare i loro diritti su essi.
La costituzione del fondo patrimoniale (data del contratto, notaio, generalità dei contraenti) e le sue eventuali modifiche sono stati annotati a margine dell’atto di matrimonio perché solo così il fondo è diventato opponibile a terzi.
Qualora il matrimonio di Giulio dovesse arrivare al capolinea, il fondo patrimoniale rimarrebbe in vita solo fino al raggiungimento della maggiore età dei figli, per poi estinguersi.
Le due case sono ora al sicuro, blindate in uno strumento concepito all’uopo dalla Legge che lo difenderà da qualsiasi causa professionale dovesse avere e rese così intoccabili dall’esterno.
Ieri ho incontrato Giulio e finalmente per la prima volta dopo tanti anni non ha fatto cenno a “paura” e potenziali cause; ci siamo presi un caffè, abbiamo parlato delle attività sportive dei figli e di come impiegare la liquidità che ha sul conto. L’ho visto sereno e soddisfatto per aver risolto il problema della protezione del suo patrimonio immobiliare attraverso una prevenzione ad hoc e salutandomi mi ha detto: “Finalmente dormo sonni tranquilli… avrei dovuto farlo prima!”

